Sostenibilità 2.0: guida all’economia circolare e al suo impatto globale

Cosa è l’economia circolare?

A differenza della convenzionale economia lineare, dove le risorse vengono estratte, trasformate in prodotti, utilizzate e poi smaltite, l’economia circolare abbraccia il concetto di “circolarità” delle risorse. In pratica, significa utilizzare le risorse il più a lungo possibile. Quindi i prodotti sono concepiti non solo per essere durevoli ma anche per essere riparabili e riciclabili. In questo modo si contribuisce attivamente alla conservazione dell’ambiente, riducendo l’impatto negativo che il ciclo lineare ha provocato per decenni.

Quali sono i cinque principi per l’economia circolare?

Esempi di economia circolare:

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    1. Nulla di distrugge, tutto si trasforma. Il principio cardine della circular economy è che non esistono i rifiuti. Ogni materiale ha il potenziale per trasformarsi in un nuovo prodotto, diventano l’input prezioso per creare qualcosa di nuovo, riducendo al minimo lo spreco. Questo approccio consente un utilizzo più efficiente delle risorse, riducendo il consumo energetico e lo spreco.
    1. Condivisione delle risorse. La circular economy incoraggia processi di scambio e condivisione di oggetti, prodotti e servizi. Questo approccio contribuisce a massimizzare l’utilizzo delle risorse e a ridurre gli sprechi.  Si parla di condivisione di risorse, come attrezzature agricole condivise o la condivisione di cibo in eccedenza: questo principio è particolarmente rilevante quando si parla di economia circolare nell’agricoltura, dove l’uso condiviso di attrezzature può ridurre il numero di macchinari necessari.
    1. Circolarità delle risorse. I modelli di produzione basati sui principi di economia circolare prevedono la riduzione delle risorse necessarie per la produzione, il riutilizzo dei prodotti o degli scarti di produzione, la riparazione o il riciclo di materiali plastici e organici. Un esempio diffuso riguarda la progettazione di prodotti e imballaggi che possano essere facilmente riciclati o riutilizzati, come il packaging riciclabili o la trasformazione di scarti organici alimentari come bucce di arancia, scarti d’uva o bucce di mela per creare tessuti in fibra o materiali cartacei.
    1. Fonti di energia rinnovabile. Un altro principio essenziale della circular economy riguarda l’adozione di energie rinnovabili come fonte principale di energia.  Un esempio di applicazione concreta dell’economia circolare nel settore energetico è rappresentato dagli impianti di cogenerazione, dove il calore prodotto per generare energia elettrica viene recuperato e riutilizzato per produrre energia termica, massimizzando l’efficienza energetica.
    1. Gestione sostenibile delle risorse naturali:. Il termine sostenibilità si riferisce alla capacità di soddisfare le necessità del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie. L’economia circolare nel settore agroalimentare si traduce nella riduzione dell’uso di pesticidi e la promozione di metodi agricoli ecocompatibili. La transizione verso pratiche agricole sostenibili contribuiscono a conservare il capitale naturale, ridurre dell’impatto ambientale e salvaguardare la biodiversità. Contribuire alla sostenibilità ambientale, garantendo al contempo la produzione di alimenti di alta qualità e la conservazione delle risorse naturali, è un passo importante verso il futuro e le generazioni future. Con l’adozione di tali modelli, la produzione alimentare sana e di qualità e la tutela dell’ambiente vanno di pari passo.

Quali sono le tre fasi dell’economia circolare?

In linea generale, il ciclo completo dell’economia circolare per la sostenibilità ambientale riguarda la progettazione intelligente, l’utilizzo ottimale, il riutilizzo e il riciclo, che sono le chiavi per creare un sistema economico più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Legate ai cinque principi fondamentali dell’economia circolare, abbiamo le “tre R”: Ridurre, Riutilizzare e Riciclare. Queste tre parole chiave riflettono il significato del termine sostenibilità ambientale e le principali fasi dell’economia circolare:

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    • RIDURRE: la produzione di beni e servizi con una quantità inferiore di materie prime. Già in fase di progettazione il pensiero è rivolto alla lunga durata, in fase di produzione si pensa a come ridurre gli sprechi e in quella di consumo a come ridurre la necessità di acquisti e consumi eccessivi. La riduzione può essere applicata a diversi aspetti, compresi i processi di produzione stessi, il design dei prodotti, gli imballaggi e la gestione del ciclo di vita dei prodotti.
    • RIUTILIZZARE: in questa fase viene promosso l’utilizzo prolungato e versatile dei prodotti. Questo principio è trasversale e può essere applicato in vari settori. Ad esempio, include il modello di noleggio o abbonamento di beni e servizi anziché l’acquisto, l’adozione di prodotti di seconda mano e la condivisione di risorse tra individui. Il riutilizzo estende la vita utile dei prodotti e riduce la necessità di produrne di nuovi, contribuendo così a preservare le risorse.

    • RICICLO: questa fase riguarda il recupero dei materiali da prodotti giunti alla fine (o quasi) del loro ciclo di vita e la loro trasformazione in nuovi prodotti o componenti. Il riciclo contribuisce a ridurre la quantità di rifiuti destinati alle discariche e a sfruttare nuovamente le risorse. Questo processo può essere applicato a una vasta gamma di materiali, compresi plastica, carta, vetro, metalli e altro ancora. Il riciclo è un elemento chiave per mantenere i materiali in circolazione e ridurre la necessità di estrarre nuove risorse.
 
economia circolare from farm-to-fork sostenibilità

In che modo è possibile minimizzare gli sprechi in fase di produzione?

L’economia circolare sta guadagnando sempre più rilevanza in Italia e nell’Unione Europea grazie all’impulso di numerosi progetti mirati e aziende ingaggiate.

Tra gli esempi pratici e innovazioni in questo contesto troviamo ad esempio l’introduzione dell’etichetta digitale dei vini e l’etichetta ambientale vino in formato digitale (QR Code) che fornisce ai consumatori un chiaro riconoscimento dei prodotti che rispettano sia gli standard di qualità che gli standard ambientali e un forte vantaggio alle aziende che adottano la soluzione al fine di monitorare la tracciabilità in maniera semplificata e generare etichette etichette digitali in automatico.

Come si monitora l’impatto dell’economia circolare e della sostenibilità in azienda?

Il report ESG (Environmental, Social, Governance) è un documento aziendale derivato da una raccolta dati riguardante i consumi, l’utilizzo di risorse, sprechi, etiche di lavoro e organizzazione aziendale volto a fornire una valutazione approfondita delle prestazioni aziendali. Il report ESG incoraggia le Imprese a seguire modelli di business basati su economia circolare e sostenibilità. Quest’ultima emerge come una soluzione innovativa che collega economia, ambiente e società verso un futuro migliore.

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